Come nasce il progetto

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Nel 1999 , come medico veterinario ippiatra da sempre occupato e tutt’ora impegnato nella settore equino , partecipo ad un corso di  formazione teorico -pratico di Laparoscopia equina presso l’ Ospedale   Veterinario Didattico  ( VTH) della “ Colorado State University “ Dipartimento di Chirurgia Equina .

Resto affascinato dalle immagini dell’addome del cavallo che mi apparivano sul monitor, e da quel momento in cui il mio occhio e’ entrato in un luogo diversamente esplorabile, l’interesse per la chirurgia mini-invasiva si è impossessato di me in modo spropositato e continua a suscitare ammirazione ed interesse per qualsiasi  sua applicazione possibile ed in qualsiasi specie. Dopo 13 anni, solo nel 2012 però, con l’obiettivo di  mantenere allenata la coordinazione psicomotoria dell’asse occhio-cervello-mani, necessaria per il  gesto chirurgico laparoscopico, mi si presenta la possibilità di applicare la “ Key Hole Surgery“  nel campo dei piccoli animali .

Così come per l’ippiatria,  vado alla ricerca di un corso formativo specifico per i piccoli animali con lo scopo principale di scoprire il campo di applicazione e capire, rispetto alle attrezzature in mio possesso, quale fosse  lo strumentario necessario ed indispensabile  per l’applicazione  di tale tecnica chirurgica nel campo dei piccoli animali. Così partecipo ad un corso di una giornata, uno dei primi che si svolgeva in italia, da cui porto a casa esattamente le informazioni che desideravo e che cercavo . Una di queste era la necessità di avere un tavolo con rotazione laterale del paziente sia per velocizzare i tempi chirurgici, ma ancora di più, per facilitare il compito del chirurgo rispettando gli organi addominali senza effettuare spostamenti inutili, e comunque evitabili. Questa modalità di intervenire insieme alla distensione addominale effettuata con CO2 , poi risultano essere le uniche due possibilità per creare lo spazio di lavoro in una cavità virtuale, altrimenti impossibile da esplorare . Ed ecco che il web mi viene in supporto, non trovando molte attrezzature dedicate alla veterinaria, solo attraverso un video scopro l’esistenza di un supporto rotante prodotto all’estero e non commercializzato in Italia. Tale articolo presentava notevoli limitazioni rispetto alle mie esigenze e quindi non soddisfaceva in toto la mia  necessità, e quella di tutti i colleghi impegnati in questa peculiare attività chirurgica laparoscopica .

Da qui nasce l’idea di crearmi un supporto rotante (home made)  che rispondesse alle mie immediate esigenze anche per quei colleghi che disponevano un tavolo chirurgico diverso adattandolo con un appoggio definito ad incasso  .

Ovviamente il primo prodotto prevedeva un movimento meccanico a spinta successivamente con  cavetti e doppio  pistone   e con due assi   rotanti  per mezzo dei quali avviene la rotazione della culla.

  Non contento dei comandi a cavetti di acciaio  passo al sistema a cilindro elettrico   che prevede un solo punto di blocco di rotazione posto al centro dello scafo , e tre assi attorno i quali ruotare,  in quanto il sistema a doppio asse, con pesi superiori  subisce delle deformazioni e sollecitazioni , che non permettono un blocco perfetto dello scafo nelle posizioni predeterminate. Questa prima fase di realizzazione e  di prototipizzazione dei primi tavoli hanno visto impegnati relativamente alla struttura un’artigiano  tornitore, un’artigiano elettrotecnico per il pistone elettrico e pedaliera  .

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tavolo chirurgico ortopedico

particolare versione ad incasso

Primo modello

Secondo modello

 pistoni meccanici

asse di rotazione e gestione blocchi

Man mano che aumentavano gli interventi in laparoscopia sui piccoli animali, di pari passo aumentavano le esigenze di sicurezza e velocità con meno personale possibile a disposizione in sala operatoria, durante le sedute di laparoscopia. Inoltre non contento da un punto di vista estetico e funzionale e non soddisfatto del prodotto ottenuto a quel tempo , anche per la tipologia di pazienti di grossa taglia sottoposti ad interventi in laparoscopia, cerco soluzioni alternative anche perché subito mi accorgo della necessità di avere un supporto robusto, ma leggero, di dimensioni adatte a soggetti con una media di peso corporeo superiore ai 65-70 KG.

Durante le esperienze lavorative, ma anche grazie ai suggerimenti di colleghi che hanno avuto modo di utilizzare i primi miei supporti rotanti, o quelli di altre ditte   prodotti in italia, inizia ad essere indispensabile aumentare la sicurezza durante le fasi di rotazione nel contempo rispettare la sterilità chirurgica del campo operatorio , durante la rotazione .

Da subito mi viene in mente di creare un sistema a pistone, (tecnicamente  “ attuatore lineare”)  con azionamento a pedale. 

A quel punto il passo successivo è breve, il progetto definitivo prende corpo con l’ausilio di un ingegnere meccanico, che oltre a progettare l’intero prodotto, mi impone ai fini certificativi di sicurezza, a dotare l’intero supporto di un sistema elettronico di sicurezza per eventuali schiacciamenti delle mani degli operatori,  e quindi si aggiunge un ingegnere elettronico per realizzare il sistema di sicurezza che su mio input prevede le barre sensibili  prendendo spunto dal sistema a coste dei cancelli automatici ,mentre l’ingegnere elettronico provvede a creare una specifica centralina elettronica  che  comandata dalle barre sensibili, agisce direttamente  sul sistema elettronico dell’attuatore lineare.

posizionamento pistone di blocco/sblocco rotazione

terzo modello

terzo modello con pedaliera di comando 

particolare del pistone

asse di rotazione

pistone elettrico

Quindi dalla fase di prototipizzazione si passa alla realizzazione del prodotto con una standardizzazione della produzione, culminata con il supporto sTs in due versioni, ad incasso ed ad appoggio .  Contestualmente diventa necessario , se non indispensabile farsi conoscere.

Con la creazione di questo sito ho cercato di colmare questo vuoto, creando il momento di visibilità e diffusione del supporto rotante da tavolo chirurgico,  denominato sTs (… from “side to side” , “da un lato all’altro”),  seppur pienamente convinto che il modo migliore per pubblicizzarsi, almeno sotto l’aspetto qualitativo, resta il passa parola.  In futuro sono previsti altri prodotti destinati a Veterinari, da quì il logo “vetxvets” con lo slogan “da veterinario per veterinari” trasformando una semplice necessità oggettiva in obiettivi senza limiti. 

LA NOSTRA MISSION

La volontà di sviluppare attrezzature nate dall’ esigenza di un comune veterinario, diventa la forza trainante di questo progetto, cercando di venire incontro alle esigenze dei veterinari.

Le richieste di prestazioni professionali sempre più specialistiche ed altamente professionali, sono quotidiane, pertanto sfruttando i feedback ricevuti dalla pratica quotidiana ho cercato di adattare il progetto e sfruttare tali esperienze sul campo, nel rispetto di standar ergonomici non disdegnando una attenta valutazione qualitativa dei materiali, la cura dei particolari e l’estetica del prodotto,  tenendo anche presente come obiettivo il contenimento dei costi.

L’aspetto economico degli investimenti, diventa direttamente proporzionale alle esigenze professionali a cui, come veterinari, siamo chiamati ad effettuare.

I proprietari di animali, che stabiliscono con i propri pets legami affettivi molto intensi, affidandoceli , richiedono prestazioni professionali altamente  specialistiche, il che ci obbliga, nonostante la crisi economica, a proseguire in investimenti in termini di formazione ed  attrezzature sempre più adeguate al mercato e spesso all’avanguardia.

D’altra parte gli stessi proprietari non indugiano nell’affrontare costi importanti per gli amati animali pur di garantire loro condizioni di benessere e qualità della vita quanto più elevate possibili, al pari degli altri componenti del proprio nucleo familiare.

 

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barra sensibile sx

barra sensibile dx

centralina accessoria di sicurezza

particolare centralina accessoria

INCASSO

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